Piede diabetico

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L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) definisce il piede diabetico come “la condizione di infezione, ulcerazione e/o distruzione di tessuti profondi associate ad anomalie neurologiche e a vari gradi di vasculopatia periferica degli arti inferiori”.

Le lesioni del piede diabetico possono essere di origine neuropatica, ischemica o mista e si suddividono in:


Neuropatia diabetica sensitiva: caratterizzata dalla progressiva trasformazione e per il coinvolgimento di tutte le modalità di senso vibratoria prima, dolorifica poi, sino alla completa anestesia del piede. La perdita di sensibilità dolorifica svolge un ruolo fondamentale nella condizione di rischio ulcerativo o traumatico in quanto il piede perde il meccanismo di protezione contro i sovraccarichi dovuti alle alterazioni dell’appoggio, o un microtrauma da calzatura stretta o da un taglio delle unghie. Queste piccole lesioni ulcerative possono trasformarsi rapidamente in quadri infettivi molto gravi.


Neuropatia diabetica motoria: svolge un ruolo centrale nello sviluppo delle deformità del piede quali l’iperestensione dorsale delle articolazioni metatarsofalangee con accentuazione dell’arco plantare e segni di ipercarico, e callosità insensibili a livello delle teste metatarsali. I pazienti affetti da queste complicanze hanno difficoltà nel riconoscere per tempo le alterazioni cutanee che possono aggravarsi con la sovrapposizione di infezioni.


Vasculopatia diabetica periferica: si manifesta per un processo di aterosclerosi precoce e più aggressiva agli arti inferiori. Nel soggetto diabetico è una delle manifestazioni più frequenti e si caratterizza per la sua rapidità di evoluzione nello sviluppo delle complicanze croniche. È prevalentemente distale e bilaterale con pareti arteriose molto spesso calcifiche e con una prevalenza di occlusione rispetto alle stenosi. La vasculopatia periferica rappresenta l’unico fattore indipendente di amputazione nei soggetti diabetici.

Osteortropatia di Charcot: è una manifestazione frequente della neuropatia diabetica. Si tratta di un processo osteo-distruttivo che può coinvolgere diverse parti del piede e che porta a deformità strutturali e instabilità articolare, a volte incompatibile con la deambulazione.

Il paziente affetto da diabete mellito deve essere preso in carico da un team multiprofessionale e multidisciplinare, inserito in contesto organizzativo strutturato attraverso una rete Ospedale/Territorio. Uno degli obiettivi importanti nella gestione del paziente con piede diabetico è la riduzione del numero delle amputazioni maggiori, per cui l’identificazione dei pazienti a rischio è il primo passo della prevenzione delle lesioni ulcerative del piede.


Le linee guida internazionali ritengono necessaria la strutturazione della gestione del percorso del paziente su 3 livelli:


liv.1 Medico di medicina generale, podologo ed infermiere;
liv.2 Diabetologo, chirurgo generale, ortopedico o chirurgo del piede, chirurgo vascolare, emodinamista, podologo ed infermiere in collaborazione con il tecnico ortopedico e protesista;
liv.3 un centro di riferimento di II liv. Specializzato nella cura del piede diabetico con più esperti di diverse discipline che lavorano insieme.

Ascolta la mia intervista a Radio News 24 sul piede diabetico.